La perizia Cattaneo è uno dei temi più caldi nel caso Garlasco. Francesco Galassi, medico antropologo forense, ha chiarito in televisione i contenuti della consulenza prodotta dalla professoressa Cristina Cattaneo, spiegando cosa potrebbe essere successo tra Chiara Poggi e il suo assassino. L’aggressione è stata suddivisa in tre fasi: in due di queste, la vittima avrebbe preservato una capacità di reazione.
La perizia Cattaneo sul caso Garlasco: cos'è successo a Chiara Poggi
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La perizia Cattaneo sul caso Garlasco: cos’è successo a Chiara PoggiIntervenuto in collegamento alla trasmissione di La7 Ignoto X, Francesco Galassi ha sottolineato il fatto che, nella sua perizia sul caso Garlasco, la professoressa Cattaneo “ha introdotto un modello che si basa essenzialmente su tre fasi dell’aggressione“, aggiungendo inoltre che “in due di queste tre fasi, la vittima avrebbe preservato una capacità di reazione nei confronti dell’aggressore, mantenendo peraltro uno stato di coscienza”.Secondo Francesco Galassi, “un elemento interessante è rappresentato dall’introduzione delle lesioni da difesa passiva, in particolar modo quella a carico della superficie dorsale della mano destra, dalla quale peraltro deriva anche quella traccia aplotipica più forte ascritta all’aplotipo y della famiglia Sempio”.ANSACristina Cattaneo, autrice della perizia sul caso Garlasco.Il medico antropologo forense ha aggiunto: “C’è poi anche la lesione a carico della caviglia sinistra, su cui la professoressa Cattaneo ha individuato segni potenzialmente ascrivibili a graffiature dell’assassino, laddove la vittima stesse cercando di colpire l’assalitore e l’assassino l’avesse graffiata o, alternativamente, l’avesse trascinata lungo le scale”.Francesco Galassi ha sottolineato ancora che all’interno della sua consulenza, la professoressa Cattaneo ha valutato “anche gli scenari alternativi, quindi urti accidentali all’interno della casa”, considerandoli però “meno probabili dal punto di vista diagnostico”.Nel suo intervento, l’esperto ha fatto riferimento anche alle “misure antropometriche, per le quali è stata utilizzata una tecnologia molto avanzata che riduce l’errore al livello submillimetrico”.






