“Mi farebbe molto piacere premiare un italiano e ne sarei orgoglioso, ma sono già veramente felice che ce ne sia di sicuro uno in finale che potrò ammirare dalla tribuna, chiunque esso sia”. Parola di Adriano Panatta. L’ex campione azzurro sarà presente domenica alla finale del Roland Garros dopo esser stato invitato nelle scorse settimane e premierà il vincitore. In tanti si aspettavano un replay di Roma: Sinner vincitore e lui a consegnare la coppa. Non sarà così, ma Panatta potrebbe premiare un altro italiano: o Flavio Cobolli o Matteo Arnaldi.

Uno dei due sarà in finale e sfiderà il vincitore del match tra Jakub Mensik e Alexander Zverev, favoritissimo per la vittoria finale. Ma più che l’avversario, secondo Panatta l’ostacolo più grande è “La pressione. Quando vedi il traguardo, il braccio pesa sempre un po’ di più. L’avversario ha un peso, è ovvio, ma su campi come questo, considerando che nessuno dei nostri è mai arrivato tanto avanti a Parigi, conta più la pressione. Ve lo assicuro“.

“Ci sono luoghi che restano dentro per sempre: per me Parigi è uno di quelli. È un privilegio sentire ancora un legame così forte con il Roland Garros che per me è molto speciale”, ha spiegato poi Panatta, che al Roland Garros trionfò nel 1976, 50 ani fa. “E comunque l’avevo detto anche dopo l’eliminazione di Jannik che c’erano altri ragazzi italiani con le carte in regola per fare molto bene. Ora ci spero. Se poi fosse un romano, si ripeterebbe la storia“, ha dichiarato l’ex tennista.