Dopo aver premiato Jannik Sinner sul campo centrale del Foro Italico a Roma lo scorso 17 maggio, Adriano Panatta si appresta a scendere in campo anche sul Philippe Chatrier del Roland Garros, il prossimo 7 giugno, per consegnare la coppa al vincitore del torneo maschile di Parigi. Tutto a 50 anni esatti da quel magico 1976, quando lui vinse Roma, Parigi e Coppa Davis.

Ed eccolo qua, Panatta, che a ItaliaOggi dice la sua sul tennis in tv, sulle troppe statistiche, su come lui insegna tennis nel suo circolo a Treviso, sul suo rapporto col compagno di sempre Paolo Bertolucci, sul rumore dei colpi piatti, che facevano poff, poff, «mentre ora i colpi di Sinner fanno SDRANG, potenti e strappati. E poff, poff non lo fa più nessuno, perché non c’è più nessuno che gioca piatto».

Si è stupito per l’invito da parte della Federtennis e padel italiana alla premiazione per la finale di Roma?

Beh, sono stati obbligati a invitarmi per la premiazione. Ora i francesi mi hanno invitato anche al Roland Garros per la premiazione. E lo avevano fatto pure 10 anni fa. Non era mai successo che un ancien gagneur, un vincitore del passato, fosse invitato due volte per premiare. Un grande onore. E anche la lettera che ho ricevuto dalla federazione francese è davvero bellissima.