Il gip giudice Massimo Corleo ha dichiarato concluso ieri l'incidente probatorio chiesto dalla Procura nell'ambito dell'indagine sul cosiddetto scandalo dei tumori: 3 mila risultati istologici rimasti non consegnati ai pazienti e che, nel frattempo, erano rimasti senza le necessarie cure oncologiche. Un caso sollevato dalla denuncia a fine 2024 da una docente di Mazara del Vallo, la prof. Maria Cristina Gallo. Per otto mesi rimase in attesa dei risultati istologici. La donna è morta l'anno scorso ad ottobre, ma il gip ha fatto in tempo a sentirla durante l'incidente probatorio, dove sono indagati 19 camici bianchi, tra medici, infermieri e assistenti degli ospedali di Trapani e Castelvetrano. Analoga alla storia della docente di Mazara, altre pazienti rimasero in attesa anche per periodi superiori agli otto mesi.

L'incidente probatorio è servito a raccogliere gli accertamenti ritenuti irripetibili condotti da specialisti di Anatomia Patologica, i professori Paolo Procaccianti, Ivo Nardini, Lorenzo Livi e Luca Miele. Una perizia di oltre 500 pagine e in due udienze hanno risposto alle domande del giudice, del pm e delle parti. Adesso il gip trasmetterà gli atti al pm Antonella Trainito, che nei prossimi mesi procederà verso la conclusione dell'indagine. La decisione potrebbe arrivare in autunno: secondo quanto emerso dall'incidente probatorio probabilmente la richiesta di rinvio a giudizio vedrà esclusi alcuni degli indagati e le contestazioni di reato potrebbero essere inferiori a quelle ora contestate.