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Mercoledì il direttore generale dell’azienda sanitaria provinciale (ASP) di Trapani Ferdinando Croce ha annunciato le dimissioni per il caso delle migliaia di referti istologici mai consegnati a oltre 3mila pazienti: è una vicenda iniziata mesi fa e che ha gradualmente assunto una rilevanza prima regionale e poi nazionale, diventando un po’ un simbolo di molte cose che non funzionano nella sanità pubblica. Finora nessun dirigente o persona con responsabilità istituzionali si era dimesso o era stato rimosso dal suo incarico per questo caso.

Per via del suo ruolo Croce è stato fin da subito considerato uno dei primi responsabili: a marzo era stato temporaneamente sospeso e la Regione aveva avviato un procedimento di decadenza (cioè di rimozione dall’incarico) nei suoi confronti per quelle che aveva definito «gravi responsabilità gestionali».

Croce si è dimesso poche ore prima di un’audizione alla commissione sanità della Regione, in cui avrebbe dovuto rendere conto del proprio operato e al termine della quale la commissione avrebbe dovuto esprimere un parere sulla sua decadenza. Il parere della commissione non sarebbe stato vincolante, ma la rimozione di Croce dall’incarico era considerata imminente. Dell’opportunità delle sue dimissioni si discuteva da mesi.