Quella in programma per il 17 giugno da Sotheby's a New York non è una semplice asta di gioielli. È l’occasione per risolvere, forse, un mistero su cui gli storici si interrogano da oltre un secolo: dove è finito il tesoro dell'Impero russo?
Diademi, spille, collane, gemme preziose e rivières sono scomparsi dopo il massacro dei Romanov per mano dei bolscevichi, e molte sono state le ipotesi messe in campo: sopravvissuti alla Rivoluzione e trafugati, cuciti negli abiti di alcuni membri della famiglia imperiale russa? Confiscati, smembrati e venduti pietra per pietra? La dispersione di questo tesoro potrebbe aver seguito effettivamente varie strade; sappiamo per esempio che la principessa Zinaida Yusupova e la Granduchessa Vladimir riuscirono a portare con sé, scappando, alcuni gioielli e che li vendettero per vivere in esilio. Inoltre, è noto anche il governo sovietico nel 1922 aveva commissionato un inventario sistematico dei tesori imperiali custoditi nell'Armeria del Cremlino al mineralogista Alexander Fersman, assistito tra gli altri da Agathon Fabergé (sì, quello delle famose uova gioiello), ufficialmente solo per catalogarli, ma in pratica anche per farne una sorta di catalogo di vendita al migliore offerente, tradotto perfino in più lingue, russo, francese e inglese. Il titolo era Russia's Treasure of Diamonds and Precious Stones. Nel 1927, molti di essi furono infatti messi all’asta da Christie's dal governo bolscevico, bisognoso di liquidità, e finirono in una collezione privata.







