Caricamento player

Nelle ultime settimane in Sudafrica ci sono state diverse proteste contro persone straniere, organizzate da gruppi che non si definiscono xenofobi ma che hanno istanze e usano argomentazioni xenofobe. Dicono di essere contro l’immigrazione irregolare ma se la prendono anche con stranieri che risiedono regolarmente in Sudafrica e provengono da altri paesi dell’Africa meridionale.

Le proteste sono state poco partecipate ma violente: gli attivisti sono entrati nei negozi, nei cantieri e negli insediamenti informali dove lavorano o abitano persone straniere. Hanno chiesto loro i documenti, picchiandole e minacciandole e dando fuoco alle case di lamiera con gente all’interno.

«Dicevano “sei uno straniero, non hai legami con il Sudafrica, devi andartene”» ha raccontato un cittadino mozambicano ad AFP. Un negoziante del Camerun ha detto che gli uomini che sono entrati nel suo negozio lo hanno chiamato makwerekwere, un termine dispregiativo per descrivere gli stranieri africani. Lo hanno picchiato con mazze da golf e gli hanno spruzzato spray urticante addosso.

La polizia ha confermato che due cittadini mozambicani sono stati uccisi nella città meridionale di Mossel Bay, ma il numero di morti ricollegabili agli scontri è probabilmente più alto. Centinaia di persone hanno dovuto lasciare la propria casa per timore di nuove aggressioni e diversi paesi africani hanno organizzato o annunciato piani di rimpatrio per i propri cittadini residenti in Sudafrica.