HomeMilanoCronacaRestauratori di nuovo al lavoro dopo le polemiche sugli attributi del toro: il mosaico in Galleria tornerà a convincere i milanesi?Negli scorsi giorni tanti cittadini avevano segnalato la misteriosa “scomparsa” del dettaglio fortemente legato al noto rito scaramantico. Questa mattina è ripreso l’intervento sull’iconica opera dell’OttagonoIl nuovo intervento sul mosaico del toro (foto Ansa/Fasani)Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano – Il mosaico del toro rampante, icona della città, tornerà a convincere i milanesi? In attesa della riapertura al pubblico e del verdetto popolare in queste ore l’opera nel cuore della Galleria Vittorio Emanuele II ha subìto dei nuovi interventi. Dopo la polemica social sulla presunta scomparsa degli attributi dell’animale (“Non è più un toro ma un bue” ha chiosato qualcuno con ironia) dal Comune di Milano avevano invitato alla prudenza prima di dare un giudizio definitivo, Questa mattina i lavori sono ripresi, con interventi che si sono concentrati proprio nell’area finita al centro del polverone.

Le origini del rito scaramantico

Di certo il mosaico continua a rappresentare uno dei simboli più conosciuti della città. Il toro si trova sul pavimento della Galleria, nei pressi dell'Ottagono, insieme agli stemmi delle città che all'epoca dell'Unità d'Italia rivestivano un ruolo centrale nel Regno. La figura riproduce il simbolo araldico di Torino, prima capitale del Regno d'Italia nel 1861. Le origini del rito scaramantico restano incerte. Secondo una delle interpretazioni più diffuse, gli attributi dell'animale rappresenterebbero un simbolo di fertilità e prosperità e il gesto avrebbe quindi una funzione propiziatoria. Un'altra teoria, più maliziosa, sostiene invece che si tratti di una tradizione nata per schernire Torino e la dinastia dei Savoia, storici rivali di Milano sul piano politico ed economico. Qualunque sia la sua origine, una cosa è certa: nessun altro mosaico cittadino fa discutere Milano come quel toro.