Bruxelles prepara standard minimi di efficienza energetiche per governare il boom di investimenti nel settore. La commissaria Ue all'Ambiente: «Entro l'estate presenteremo una proposta legislativa»

L’Europa vuole diventare uno dei poli mondiali per l’intelligenza artificiale e il cloud computing, ma il boom di investimenti per costruire i data center – le infrastrutture che ospitano server e sistemi informatici necessari per far funzionare servizi digitali e modelli di AI – rischia di entrare in collisione con l’agenda di sostenibilità del Green Deal. Per questo, la Commissione europea è al lavoro su un pacchetto di misure che obbligherà le aziende del settore a rispettare standard più stringenti sul consumo di energia, sull’utilizzo dell’acqua e, più in generale, sull’impatto ambientale dei data center.

«Sappiamo che in Europa esiste un problema di scarsità idrica e questa deve diventare una priorità politica. Ma allo stesso tempo abbiamo bisogno di nuovi data center e gigafactory», spiega a Open la commissaria europea all’Ambiente, Jessika Roswall, in un incontro con alcuni giornalisti a margine della Green Week, in corso a Bruxelles. «Entro l’estate – spiega Roswall – presenteremo una nuova proposta legislativa. La mia linea rossa è semplice: i cittadini europei ci chiedono di affrontare il tema dell’acqua e noi dobbiamo occuparcene. È una questione di sicurezza».