Milano, 4 giugno 2026 – Il femminicidio di Pamela Genini arriva in Corte d’Assise del Tribunale di Milano. L’ex compagno della 29enne, Gianluca Soncin, accusato di averla ucciso con 79 coltellate, per futili motivi, con crudeltà e con premeditazione, la sera del 14 ottobre scorso nell'abitazione della donna, in via Iglesias 33, è presente in aula. Al suo arrivo Una Smirnova, la madre della vittima, ha urlato "bastardo", poi ha pianto ed è stata accompagnata fuori dall’aula dal suo avvocato. Soncin, difeso dai legali Petro Sartori e Simona Luceri, rischia l'ergastolo. La sentenza è prevista per le 15.

Le parti civili

In aula sono presenti la sorella e il fratello di Pamela che, con la madre e il padre - ricoverato in coma - di Pamela hanno chiesto di costituirsi parte civile. Oltre a loro anche Francesco Dolci e due associazioni, tra cui “La scuola di Atene”. Tuttavia la Corte d’Assise di Milano ha respinto sia la richiesta dell’ex amico sia quella delel due associazioni. “L’esistenza di un rapporto sentimentale di pochi mesi, maggio-ottobre 2025, non connotato da una stabile e continuativa convivenza e caratterizzato dalla presenza di un rapporto sentimentale parallelo non consente di riconoscere la legittimazione alla costituzione di parte civile di Francesco Dolci, aldilà di ogni questione su separati procedimenti". Così la Corte, che ha ammesso la costituzione di Nicola e Veronica Genini, fratelli della vittima, e della madre Una, anche come amministratore di sostegno del padre della 29enne, che è malato.