Prende avvio oggi davanti alla Corte d'Assise di Milano il processo con rito immediato a Gianluca Soncin, accusato del femminicidio di Pamela Genini, la modella di 29 anni uccisa nella sua casa a Milano il 14 ottobre dello scorso anno dall'ex compagno e il cui cadavere è stato profanato nella tomba del cimitero di Strozza. Il 53enne, imputato per omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione, dai futili motivi, dalla crudeltà e dalla relazione affettiva terminata, rischia la condanna all'ergastolo

Inizia oggi davanti alla Corte d'Assise di Milano il processo con rito immediato a Gianluca Soncin, accusato del femminicidio di Pamela Genini, la modella di 29 anni uccisa nella sua casa a Milano il 14 ottobre dello scorso anno dall'ex compagno e il cui cadavere è stato profanato nella tomba del cimitero di Strozza. Il 53enne, imputato per omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione, dai futili motivi, dalla crudeltà e dalla relazione affettiva terminata, rischia la condanna all'ergastolo. "C'è tanta amarezza, se ci fosse stato maggior coordinamento e maggior attenzione, Pamela sicuramente si sarebbe potuta salvare", ha dichiarato l'avvocato Nicodemo Gentile, che assiste la madre della vittima, Una Smirnova. La donna, insieme al fratello e alla sorella della 29enne, è presente oggi in aula come parte civile. Così come Francesco Dolci, l'amico di Genini che ha allertato la polizia e che nel frattempo è stato indagato dalla Procura di Bergamo per la profanazione della tomba della vittima. Sull'inizio del processo contro Soncin "noi non siamo preoccupati”, ha ribadito il legale, aggiungendo che “il destino di Soncin sia segnato".