Il nuovo forum sulla sicurezza organizzato da Mosca mostra come il Cremlino provi a costruire una piattaforma alternativa a Monaco, mobilitando Consiglio di sicurezza, Svr, diplomazia e reti ortodosse ereditate dall’epoca sovietica. L’analisi del Cepa

Il Cremlino prova a costruire una piattaforma alternativa ai circuiti occidentali della sicurezza dimostrando che l’isolamento diplomatico dovuto all’invasione in Ucraina, almeno fuori dal perimetro euro-atlantico, non esiste davvero. Questa è la funzione del nuovo International Security Forum, raccontano Irina Borogan e Andrei Soldatov sul Center for European Policy Analysis, che mostra come Mosca continui a usare apparati statali, intelligence, canali religiosi e vecchie reti sovietiche per accreditarsi presso il cosiddetto “Sud globale”.

Il forum, presentato come l’alternativa russa alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, nasce dall’allargamento di incontri che il Consiglio di sicurezza russo organizza da anni, ma con un evento più grande e più visibile.

L’intento, secondo l’analisi del Cepa, sarebbe individuabile nelle parole di Sergej Shoigu, oggi segretario del Consiglio di sicurezza, che riprendono il lessico ormai abituale del Cremlino sulla fine dell’ordine unipolare. Al suo fianco, il direttore dell’Svr Sergej Naryshkin ha scelto un registro ancora più esplicito, tornando su uno dei bersagli preferiti della propaganda russa: il Regno Unito, indicato come fattore storico di divisione e diffidenza in Europa. Nulla di nuovo nella sostanza, tranne che nella cornice in cui questo discorso è stato messo in scena.