Roma, 4 giugno 2026 – “La casa dei riformisti non c’è più”. E ancora: “Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi”. Pina Picierno sceglie parole definitive per consumare lo strappo con il Partito democratico. La vicepresidente del Parlamento europeo lascia il Pd. Non minaccia, non avverte, non manda più segnali. Se ne va. E lo fa dopo mesi di gelo politico, isolamento interno, attacchi personali e richieste di chiarimento rimaste senza risposta. Un epilogo che il Quotidiano Nazionale aveva anticipato, raccontando il malessere profondo della dirigente dem e la sua ormai avanzata riflessione sull’addio al partito. Oggi quella riflessione diventa una rottura pubblica.

Il punto non è solo l’intervista al Foglio, nella quale Picierno spiega le ragioni della scelta e apre alla costruzione di “qualcosa di nuovo”. Il punto è il messaggio inviato nelle chat dell’area riformista, un testo privato ma politicamente esplosivo, perché restituisce dall’interno la natura della frattura. “Care amiche e amici miei”, scrive Picierno, “come sapete tante volte nei mesi scorsi ho cercato di porre con chiarezza una serie di questioni: dalla natura del Pd, alla costruzione del perimetro delle alleanze fino alla collocazione del nostro Partito nello scenario europeo e internazionale”.