Trentaquattro giorni di approfondimenti tra Italia e Uruguay, di verifica dei documenti ufficiali e raccolta di testimonianze. «La concessione della grazia deve fondarsi su certezze», affermava il sostituto pg Gaetano Brusa quando il fascicolo sul parere favorevole alla clemenza per Nicole Minetti è tornato sul tavolo della Procura generale di Milano. Ieri l'indagine si è conclusa e il quadro non cambia: l'ex igienista dentale di Silvio Berlusconi è meritevole dell'atto firmato dal presidente della Repubblica il 18 febbraio 2026. Dagli accertamenti svolti «risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito», informa il procuratore generale Francesca Nanni.
ATTI TRASMESSI Dunque parere positivo confermato e relazione finale «unitamente agli atti e ai documenti» inviata al ministro della Giustizia, che a sua volta ha trasmesso tutto al Quirinale che, lette le carte, si dovrà pronunciare nuovamente. «Ritengo che la vicenda si chiuda, perché il parere della Procura generale a seguito di indagini molto minuziose è nettissimo. Si tratta di notizie fasulle, puramente inventate», afferma il guardasigilli Carlo Nordio. Si va, insomma, verso un nuovo sì. I punti da chiarire erano parecchi e dirimenti per stabilire se la grazia a Minetti, condannata nel 2019 a due anni e dieci mesi nel processo Ruby bis per favoreggiamento della prostituzione e nel 2021 a un anno e un mese per peculato sui rimborsi quando era consigliera regionale in Lombardia, si basasse su presupposti veritieri. La regolarità dell'adozione di un bambino con il compagno Giuseppe Cipriani, figlio del patron dell'Harry's bar di Venezia, i ricoveri negli Stati Uniti per curare il piccolo, le donazioni della coppia all'Inau, l'Istituto del Bambino e dell'Adolescente dell'Uruguay che ospitava il minore, il volontariato presso la Caritas Ambrosiana che attestavano un radicale cambio di vita di Minetti rispetto al suo passato: «Niente feste con droga e sesso», scrivono ora i magistrati milanesi smentendo le affermazioni di una sedicente testimone. Rispetto alle prime verifiche, lo scenario resta immutato. Nessun dissidio o irregolarità per l'adozione del bambino, né indagini in corso su Minetti e Cipriani, sono i riscontri. «Contrariamente a quanto riportato sul "Fatto Quotidiano" risulta che il decesso in circostanze non chiare non riguarda il legale dei genitori del figlio adottivo, ma del legale di quest'ultimo, favorevole alla adozione, nel cui procedimento non vi è stata alcuna battaglia legale, non essendosi costituiti i genitori naturali, rappresentati dal difensore di ufficio ed essendo risultata da sempre irreperibile la madre biologica del minore», segnala Francesca Nanni. Il procuratore uruguayano ha riferito, in relazione al decesso dell'avvocato del minore, «che non vi sono ipotesi di reato», inoltre «non emergono irregolarità nel procedimento di adozione riconosciuto in Italia dal Tribunale per i Minorenni di Venezia». L'UDIENZA Gli approfondimenti certificano «il grave quadro sanitario» del figlio «in cura al Boston Children's Hospital che richiede la presenza della madre in occasione dei controlli e terapie», confermati anche i consulti presso strutture ospedaliere «di Cleveland e New York, oltre che in Italia». Inoltre, «non vi sono segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay e in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani». E ancora: «Confermato il volontariato in Italia e la presenza pressoché stabile» nel nostro Paese dell'ex consigliera lombarda «a far tempo dal gennaio 2024 e per tutto il 2025, salvo rientri per brevi periodi in Uruguay». In più risultano «smentite» da «numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive» o «rese ai carabinieri da persone informate sui fatti, le affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni», come riferito al quotidiano «dalla massaggiatrice» della tenuta "Gin Tonic". Il 12 giugno è fissata davanti ai giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano l'udienza che dovrebbe ratificare la cancellazione della pena da eseguire in affidamento, dopo la grazia riconosciuta quasi quattro mesi fa. Mentre gli avvocati Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi «ribadiscono di avere intrapreso le iniziative giudiziarie per il risarcimento dei danni subiti dai loro assistiti: la misura del danno è principalmente correlata al gravissimo pregiudizio arrecato al minore».
















