Nelle ultime ore la guerra tra Iran e Stati Uniti ha registrato una nuova escalation, tra missili balistici, droni, operazioni navali e accuse reciproche. La tensione è esplosa nella notte tra martedì e mercoledì con una serie di forti esplosioni che ha colpito l’isola iraniana di Qeshm, punto strategico dello Stretto di Hormuz.

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Nel giorno dell’apertura del Forum economico di San Pietroburgo, uno dei maggiori eventi internazionali ospitati dalla Russia, la storica città fondata dallo zar Pietro il Grande tre secoli fa è stata bersagliata da decine di droni ucraini che hanno volato per 1.200 km fino agli obiettivi.

Insomma, era una bufala. Niente festini a base di droga e con la partecipazione di escort. Neppure l’ombra di omicidi di avvocati o di corruzione di assistenti sociali e giudici. Nessuna traccia di diagnosi artefatte per malattie inesistenti e, soprattutto, nessun elemento per sostenere il giallo della scomparsa della madre di un bimbo adottato.

L’aspetto più suggestivo di tutta questa storia surreale è senz’altro il modo in cui i vari protagonisti sono stati costretti a destreggiarsi con il linguaggio.