Gli approfondimenti degli inquirenti sul caso di Nicole Minetti si stanno concentrando sull’adozione del bambino avvenuta in Uruguay, ovvero l’elemento che ha spinto il Quirinale a concedere la grazia. Giuseppe Cipriani ha commentato: “Abbiamo rispettato la procedura”.

La vicenda della grazia concessa a Nicole Minetti continua a evolversi, sul piano mediatico ma soprattutto su quello legale. L'attenzione della Procura generale di Milano, che sta approfondendo gli accertamenti effettuati in prima battuta, si concentra sull'adozione da parte della coppia di un bambino in Uruguay. È proprio quel bambino – o meglio, le cure mediche continue di cui ha bisogno, e quindi la necessaria presenza di un genitore – che ha spinto alla richiesta e alla concessione della grazia. Giuseppe Cipriani, compagno di Minetti, ha difeso le ragioni dell'ex consigliera regionale lombarda (e le proprie) sostenendo che tutto sia avvenuto in modo legale. In Uruguay, intanto, le autorità indagano sulla morte dell'avvocata che ebbe il ruolo di tutrice del bambino, deceduta in un incendio insieme al marito nel 2024.

Cipriani: "Notizie false, nostro figlio deve essere seguito dalla mamma" Discutendo dell'adozione del bambino, Cipriani ha parlato al Corriere della sera di "notizie false", dicendo: "Tutta la vicenda non ha gambe per camminare, è una cosa pazzesca". In particolare, "ci abbiamo messo quasi quattro anni, per rispettare la procedura: giudici, assistenti sociali, psicologi… L’Uruguay non è un Paese delle banane, è un posto serio dove vengono fatte le cose seriamente".