Sul portale online del governo c’è una proposta di legge di iniziativa popolare che va verso le 10 mila firme nonostante il silenzio assoluto dei partiti e una scarsissima copertura mediatica. Eppure il tema è centrale come non mai, visto che si parla di difesa. “Il titolo dice già molto, se non tutto – racconta Mao Valpiana, presidente del Movimento nonviolento e coordinatore della campagna per la pdl – Si chiama: ‘Un’altra difesa è possibile‘. Il Paese non si difende solo con le Forze armate e anzi, tutte le spese per questo riarmo stanno in realtà mettendo in difficoltà il Paese stesso”.
Cosa prevede la legge? Il principio di partenza è che, appunto, sia sbagliato intendere il concetto di difesa solo dal punto di vista militare. “Bisogna coniugare l’articolo 52 della Costituzione, che sancisce il sacro dovere della difesa della Patria, con l’articolo 11, che ripudia la guerra e dunque anche gli strumenti che rendono possibile la guerra, cioè le armi”. La legge, promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo, Conferenza nazionale enti di Servizio civile e Sbilanciamoci!, mira a creare un Dipartimento per la difesa civile non armata e nonviolenta. “Una sorta di cabina di regia costituita da alcuni organismi che già esistono, come gli uffici del Servizio civile, e altri che vorremmo istituire, come un centro di studio e ricerca su pace e disarmo, attività che in questo momento è in capo solo a sigle del Terzo settore. Ovviamente ci dovrebbe essere un dialogo con Vigili del fuoco, Protezione civile, dipartimento per le politiche giovanili, eccetera”.






