C’è una regola d’oro che andrebbe sempre seguita quando si usano ChatGPT e i suoi fratelli: non condividere informazioni troppo personali (per questioni di privacy, sicurezza e profilazione pubblicitaria). E allora che cosa dovremmo pensare di un chatbot che raccoglie dati di ogni tipo sulla nostra vita economica e promette di offrirci consigli finanziari personalizzati, tanto più efficaci quanto più gli riveliamo sui nostri risparmi, guadagni, obiettivi e non solo?Il 15 maggio 2026, OpenAI ha lanciato Personal Finance: un nuovo strumento integrato in ChatGPT che si collega al nostro conto corrente, alle carte di credito e ai conti di investimento per poi svolgere, di fatto, il ruolo di consulente finanziario. Per il momento, questo strumento è disponibile negli Stati Uniti e soltanto a chi dispone di un abbonamento Pro (a partire da 100 dollari al mese), ma l’obiettivo dichiarato nel comunicato ufficiale è di renderlo disponibile a tutti dopo aver “imparato dall’uso nel mondo reale e dall’esperienza”.Come funziona ChatGPT FinancesDopo aver collegato i nostri conti tramite Plaid (servizio che fa da ponte tra le banche e le app finanziarie), ChatGPT ci mostrerà, all’interno della sezione “Finances”, una dashboard della nostra situazione economica e di guadagni, spese, abbonamenti, pagamenti imminenti e patrimonio netto. Nei programmi di OpenAI, a breve questo servizio integrerà anche Intuit, che permetterà di espandere l’analisi anche alla sfera fiscale: dall'impatto sulle tasse della vendita di un'azione fino alle probabilità di approvazione di una nuova carta di credito.Come già avvenuto in altri ambiti (compreso quello sanitario), anche questo strumento nasce dalla constatazione di quanto sia diffuso l’impiego di ChatGPT per chiedere consigli finanziari. Sempre secondo il comunicato di OpenAI, sarebbero infatti oltre 200 milioni gli utenti che ogni mese si affidano al chatbot per gestire il proprio budget, valutare un investimento, preparare un piano di risparmio o farsi spiegare concetti finanziari.A differenza dei tanti strumenti digitali già disponibili in ambito finanziario, ChatGPT offre un ovvio vantaggio: la possibilità di porre domande in linguaggio naturale e ottenere risposte discorsive e articolate invece di numeri, grafici e tabelle. Per esempio, possiamo chiedergli: “Mi sembra di aver speso di più ultimamente, è cambiato qualcosa?” oppure “aiutami a costruire un piano per comprare casa nei prossimi cinque anni” e poi ricevere un'analisi ragionata, basata sui nostri conti reali e sugli obiettivi che gli abbiamo dichiarato.A questo scopo viene sfruttato il motore GPT-5.5, dotato delle migliori prestazioni di ragionamento contestuale (indispensabile quando si risponde a domande finanziarie) e messo alla prova in un apposito benchmark che ne misura l’affidabilità.Quanto è sicuro ChatGPT per la finanza personaleConsiderata la delicatezza della materia, OpenAI permette a ChatGPT Finances un accesso in sola lettura, che impedisce di vedere i numeri di conto completi e anche di apportare modifiche o eseguire operazioni di qualunque tipo (almeno finché non verrà lanciato un agente AI specializzato). La connessione tramite Plaid è inoltre cifrata e non memorizza le credenziali bancarie. I conti sono scollegabili in qualunque momento (e a quel punto i dati sincronizzati vengono cancellati entro 30 giorni) e le “memorie finanziarie” possono essere sempre eliminate. Inoltre, è possibile utilizzare l’autenticazione a più fattori per proteggere ulteriormente il nostro account.Misure indispensabili e che rappresentano il minimo sindacale, visto quanto sono sensibili le informazioni trattate: “Anche se questo nuovo strumento di ChatGPT non ha accesso ai numeri di conto completi e non ha la possibilità di eseguire azioni, le informazioni finanziarie che raccoglie possono rivelare dettagli molto personali relativi alla vita, abitudini, relazioni e vulnerabilità di una persona”, ha spiegato Ridhi Shetty, consulente del Center for Democracy and Technology.Proprio per questa ragione, il nostro profilo di ChatGPT rischia di entrare nel mirino dei criminali informatici: “Centralizzare i dati finanziari in una singola piattaforma è rischioso, perché crea un bersaglio di alto valore per i criminali informatici e i furti di account: una singola falla nella sicurezza potrebbe fornire una mappa dettagliata del patrimonio degli utenti e delle loro abitudini di spesa”, segnala invece Ram Varadarajan, CEO della società di sicurezza Acalvio.Tra i dati finanziari che gli esperti consigliano di non condividere mai con i chatbot, in effetti, troviamo: documenti fiscali, informazioni relative agli stipendi, saldi e movimenti bancari, dettagli delle transazioni. Tutte informazioni che, invece, dobbiamo condividere con ChatGPT Finances, esponendoci inevitabilmente a rischi relativi alla sicurezza informatica (da questo punto di vista vale anche la pena di ricordare che in passato le conversazioni con ChatGPT sono finite per sbaglio su Google).“Non si tratta di non avere fiducia in un sistema”, ha spiegato Eva Velasquez, CEO di Identity Theft Resource Center. “Si tratta di mettere in collegamento troppi elementi. Ogni volta che colleghi i tuoi conti finanziari, aggiungi un anello alla catena, che potrebbe rappresentare una potenziale vulnerabilità per i tuoi dati”.Allucinazioni finanziarieUn altro aspetto importante riguarda la condivisione di queste informazioni con delle entità che non sono regolamentate quanto quelle finanziarie ufficiali. A differenza di una banca o di un consulente, OpenAI non è soggetta agli stessi vincoli sul trattamento dei dati, né ai doveri che un professionista ha verso i propri clienti. Un consulente umano, per esempio, è tenuto per legge a dichiarare i conflitti d'interesse e ad agire nell'interesse del cliente, un chatbot non opera invece seguendo lo stesso standard etico né subisce conseguenze quando sbaglia.Per esempio, con chi prendersela qualora i suggerimenti di risparmio di ChatGPT fossero del tutto sbagliati? Non è un’ipotesi peregrina: prima di tutto perché i chatbot non sono particolarmente ferrati nei calcoli (com’è inevitabile, per dei sistemi che prevedono probabilisticamente delle sequenze linguistiche), in secondo luogo perché continuano a essere afflitti dalle allucinazioni e infine perché hanno la tendenza a confermare le nostre volontà e preferenze (il problema della AI sycophancy), il che potrebbe portarli a validare delle strategie di risparmio o investimento completamente sballate.A questo si aggiunge un aspetto che OpenAI, per ora, non ha chiarito nel comunicato di lancio di Finances: cosa accadrà a quei dati in futuro. Nulla esclude, infatti, che un domani possano essere usati per finalità pubblicitarie o di profilazione commerciale.Ci troviamo, insomma, in un campo delicato quanto quello sanitario. Possiamo usare, e comunque con cautela, i modelli linguistici per farci spiegare dei termini che non conosciamo, per ottenere una panoramica delle opzioni disponibili, per navigare dei documenti complessi o per ragionare in termini generali sulle nostre scelte. È meglio invece non affidare a questi strumenti i nostri dati più sensibili o far loro direttamente prendere le decisioni al posto nostro.Anche il solo fatto che OpenAI si premuri di specificare che ChatGPT “non sostituisce il parere di un consulente finanziario” proprio mentre lancia uno strumento che, di fatto, svolge questa funzione è un chiaro monito sui rischi che si corrono quando ci si affida troppo – e in ambiti troppo delicati – all’intelligenza artificiale.