Vacanza, non è per sempre
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Giordano Ripa, candidato sindaco di Futuro per Macerata, ha raccolto l’1,56% dei voti (Calavita)
"Al ballottaggio confermo che il mio voto andrà a Gianluca Tittarelli, soprattutto dopo aver conosciuto da vicino l’amministrazione uscente e in particolare Sandro Parcaroli". Non usa mezzi termini il candidato sindaco Giordano Ripa, medico in pensione, uscito al primo turno con 314 voti, l’1,56%. La sua lista, Futuro per Macerata, con l’1,66% non entra in Consiglio comunale. "All’indomani delle elezioni c’è stato un contatto telefonico con Tittarelli, lui ha apprezzato la mia scelta – continua –. Si tratta però del mio voto personale: i candidati consiglieri della lista sono liberi di scegliere. Non sono andato a cercare i nostri elettori, ma sono stato chiamato da alcuni di loro per avere un parere sul ballottaggio. Io ho detto quello che farò, di conseguenza penso che l’orientamento sarà questo (anche se ovviamente non ho la certezza). A maggior ragione mi schiero con Tittarelli dopo la scesa in campo del dottor Romano Mari, un valore aggiunto; conoscendolo personalmente, lo ritengo una persona equilibrata, intelligente e di comprovata esperienza politica". Ripa, con l’occasione, si toglie qualche sassolino. Alle precedenti elezioni comunali del 2020 si era candidato come consigliere della Lega, poi, nel corso del mandato di Parcaroli, nel 2022, aveva lasciato il partito per entrare nel gruppo di Fratelli d’Italia e infine, nel 2024, aveva ufficializzato il passaggio al gruppo misto. Grande è stata la delusione di fronte al risultato elettorale. "Non mi aspettavo una cosa del genere – dichiara –. Credo di aver dato moltissimo alla città e ai maceratesi nei miei 32 anni di servizio all’ospedale e, politicamente, negli ultimi due anni ho continuato a dare tanto portando avanti le battaglie da solo per l’ospedale e la sanità. Ora invece, per le elezioni, tutti si sono improvvisati "micro paladini" su questo tema, quando prima nessuno ha detto una parola. Quindi mi aspettavo di più in termini di consenso. Mi sono sentito tradito: le promesse convinte di voto ricevute in questi due anni, intensificatesi negli ultimi tempi, purtroppo non si sono tradotte in realtà. Per queste ragioni, sto valutando di abbandonare la politica – conclude –. Pensavo che la politica avesse maggiori valori etici rispetto a quelli riscontrati".






