Contro il Lussemburgo 15 debuttanti tra i 18 e i 22 anni ma alla fine il gol arriva da Pio Esposito. Bene nella ripresa. Promosso il test del ct Baldini

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Mentre le grandi del mondo sono in procinto di salire sul palcoscenico iridato (fra una settimana il via con Messico-Sudafrica), l'Italia è stata "condannata" a 180 minuti di una seduta di autocoscienza dopo il naufragio di Zenica. I primi 90, o poco più, ieri in Lussemburgo sotto la pioggia dove il ct Silvio Baldini ha messo in campo la più giovane Nazionale maggiore di sempre (20 anni e 5 mesi l'età media) con 15 debuttanti assoluti. È un'Italia che deve indicare la strada per uscire dalle macerie di un terzo Mondiale perso, ma che nello stesso tempo è alla ricerca di nuovi talenti.Intanto un talento c'è e non una novità: Pio Esposito, il gioiellino dell'Inter, ha timbrato ieri il suo quarto centro in otto gare con l'azzurro più prestigioso, il gol che decide il test e preserva intanto il nostro 12° posto nel ranking. Alla sua età, 21 anni il prossimo 28 giugno, solo Meazza e Rivera avevano segnato di più con l'Italia. L'attaccante campano, elogiato dal ct ad interim per l'umiltà con la quale si era aggregato al gruppo dei baby a Coverciano, ha svolto il ruolo di terminale offensivo e nello stesso tempo di regista avanzato. Un colpo di tacco nel primo tempo, poi la zuccata agli albori della ripresa che sblocca una gara dominata dagli azzurrini. Il tutto a coronare una partita molto contratta nel primo tempo e comunque confortante per impegno e abnegazione (su tutti il terzino destro Favasuli, che con il Catanzaro si è giocato e ha sfiorato la promozione in Serie A fino al 29 maggio), con qualche giocata illuminante di Ndour e di Pisilli, altro "veterano" con la sua quarta presenza con l'Italia dei grandi.