BRESCIA È stata confermata in appello la condanna a 22 anni di carcere per Petrit Gega, il 55enne muratore albanese che il 31 maggio 2023, di fronte al bar Papagal di Calcinatello, uccise a coltellate il connazionale Alfonso Kola, 33 anni - "Fonzie" - morto nelle ore successive in ospedale. I giudici dell’Assise di secondo grado - presidente, Eliana Genovese - hanno sposato la tesi accusatoria, riconoscendo la premeditazione in giudizio di equivalenza con l’attenuante della semi-infermità mentale (accertata da una perizia) dell’imputato. L’omicidio fu compiuto in cinque minuti, tra le 18,20 e le 18,25, l’ultimo giorno di maggio di tre anni fa. Andò in scena tra le auto parcheggiate e le fioriere, all’ora dell’aperitivo. Stando agli avvocati Gianfranco e Federico Abate, che assistono Gega - ieri, come sempre, in aula - il muratore uccise Kola se non per legittima difesa, certamente dopo essere stato provocato, reagendo a un colpo di spranga inferto da "Fonzie" per primo. In ogni caso la difesa sperava in uno sconto di pena legato quantomeno alla cancellazione dell’aggravante della premeditazione, ritenuta insussistente a fronte di un’assenza di prove di organizzazione del delitto. Stando alla ricostruzione accusatoria invece un pregresso c’era. Quell’omicidio fu l’epilogo di una faida familiare iniziata anni prima in Albania, forse per questioni di droga, e Gega andò in quel bar a cercare Kola per ucciderlo, è stata la conclusione della Procura. Lo attese 2 ore, si recò al bar armato di 2 coltelli da cucina, e a dei testimoni avrebbe annunciato: "Qualcuno in quella famiglia deve morire, pagherà il sangue". Al contrario per la difesa quelle testimonianze non sarebbero genuine perché rese da parenti e amici della vittima. L’omicidio avrebbe come unico movente la psicosi.
Confermati in Appello ventidue anni
BRESCIA È stata confermata in appello la condanna a 22 anni di carcere per Petrit Gega, il 55enne muratore albanese...










