HomeForlìCronaca"Poggio alla Lastra, intervenire sulla strada"I residenti lamentano la mancanza di un progetto di sistemazione e messa in sicurezza del tratto gestito dal Comune di Bagno di Romagna.La strada comunale contestataRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciStrada comunale Santa Sofia - Poggio alla Lastra, residenti e turisti chiedono un progetto di sistemazione e di messa in sicurezza del tratto gestito dal Comune di Bagno di Romagna. Le proteste ancora non formalizzate, ma da anni all’attenzione dell’amministrazione sono state raccolte in queste giornate di caldo estivo che ha richiamato nella Valle Pietrapazza migliaia di persone attirate dal fresco dei boschi e delle pozze molto conosciute e frequentate del fiume Bidente. "La sistemazione completa della strada era un progetto già pronto e finanziato – spiegano alcuni dei circa 40 residenti della frazione – e con la nuova amministrazione eletta nella primavera del 2024 sarebbe dovuto partire il cantiere. Sarebbe, perché purtroppo i lavori, ad oggi, non sono mai iniziati. La situazione – aggiungono – soprattutto alla voce sicurezza non è più sostenibile".
Percorrendo i 7 chilometri di strada che si stacca dalla Sp26 del Carnaio i primi sono di competenza del Comune di Santa Sofia e non si registrano particolari problemi perché il comune bidentino ha utilizzato le risorse del Fondo della Montagna della Regione Emilia Romagna oltre ad intervenire sulle frane del maggio 2023. Poi dal confine comunale di competenza di Bagno di Romagna le buche in diversi tratti la fanno da padrone, in alcuni punti l’asfalto è molto rovinato ma soprattutto esistono guard-rail non a norma e alcuni completamente deteriorati o mancanti. La strada serve non non solo ai residenti,molti dei quali lavorano a Santa Sofia e alle aziende agricole, ma soprattutto per molti mesi all’anno ai turisti che raggiungono l’area attirati dalla presenza di una decina di strutture tra agriturismi, alberghi, B&B, rifugi, case vacanze gestiti da operatori che hanno investito in queste valli tra le più conosciute del Parco nazionale. Un territorio dove si sviluppa una rete sentieristica di prim’ordine e un’area tra le più significative certamente per la diffusione delle tipologie costruttive delle case in pietra realizzate da mastri scalpellini e muratori che da sempre sono stati uno dei vanti di questo territorio, delle mulattiere massicciate, dei ponti a schiena d’asino, delle maestà e dei mulini che caratterizzano con frequenza questa parte di Appennino romagnolo.













