Spiacenti, nel nostro hotel non sono ammessi ebrei. Questa è la risposta che un hotel di Lam, in Alta Baviera, ha dato in lingua inglese a dei turisti israeliani. Ora gli inquirenti tedeschi stanno indagando per incitazione all’odio, mentre la piattaforma Booking ha tolto l’hotel dal proprio elenco. “Benvenuta se dissente da Netanyahu”: questa invece la risposta che una turista israeliana si è sentita dare da un agriturismo a Poggibonsi. L’antisemitismo classico, quello biologico e volgare del nonno nazifascista, si è evoluto in versione 2.0: “antisionismo” di facciata, condito di moralismo umanitario. Non si odiano più gli ebrei in quanto razza (così démodé e poi rischi la galera), ma in quanto “sionisti”, colpevoli di esistere come stato dopo aver osato sopravvivere al tentativo di annientamento totale del 7 ottobre 2023. Come dire: ti accettiamo solo se rinneghi te stesso. L’occidente ha fallito due volte: non li ha protetti nel 1945 e non sopporta che si siano protetti da soli nel 1948 e nel 2023. Il messaggio è chiaro: potete esistere, ma solo come ebrei della diaspora permanente, punching ball morale dell’occidente.Il cartello “vietato agli ebrei e ai cani” appeso fuori dai locali dell’Europa anni Trenta non è mai stato davvero rimosso: è stato solo ridipinto e aggiornato in versione 2.0. Per un po’ hanno finto di prendersela coi “sionisti”, ma intanto sdoganavano la riemersione di un vecchio virus mai debellato, che è solo mutato in forma più accettabile per i tempi woke. I protocolli dei Savi di Sion sono stati sostituiti da thread di TikTok su “genocidio a Gaza”; i pogrom ottocenteschi dalle manifestazioni dove si brucia la bandiera israeliana e si inneggia a “dal fiume al mare” e si accoltella un ebreo per strada.