VENEZIA - A un mese dalla pre-apertura, non si placano le polemiche attorno all’Esposizione Internazionale d’Arte. Dalle chiacchiere alla diffida: è quella indirizzata alla Biennale di Venezia da 106 artisti, per chiedere di «essere esclusi dalla competizione per i “Leoni dei visitatori”», in solidarietà con le dimissioni della giuria. Replica della Fondazione: «Rispettiamo pienamente la vostra libera decisione».
Chissà se basterà. Non è infatti detto che il botta e risposta a distanza sarà sufficiente per stemperare la tensione, visto che le parti si accusano reciprocamente di non dare riscontro alle rispettive comunicazioni. Ma tant’è, i contestatori sono tornati alla carica e l’istituzione ha provato a placarli. Si tratta di 67 artisti della rassegna “In minor keys” e altri 39 dei padiglioni nazionali, complessivamente 38 in più di quelli che all’inaugurazione del 9 maggio avevano annunciato il ritiro dalla gara, dopo il passo indietro delle giurate nominate dalla compianta curatrice Koyo Kouoh, deciso il 30 aprile per il rischio di azioni legali connesso alla scelta di non valutare le opere di Russia e Israele, in quanto i loro presidenti sono accusati di crimini contro l’umanità dalla Corte penale internazionale dell’Aja.Poiché i visitatori hanno cominciato a ricevere le schede per le votazioni delle opere, contenenti anche i nomi degli autori “dissidenti”, questi ultimi il 20 maggio hanno spedito una seconda lettera alla Biennale e al presidente Pietrangelo Buttafuoco, a cui sostengono di non aver ricevuto riscontro. «Riteniamo che questa mancanza di risposta sia profondamente irrispettosa nei confronto non solo dei sottoscritti partecipanti alla Biennale, ma anche del pubblico», hanno protestato sul sito e-flux, considerandolo un modo per avviare «le procedure per un’eventuale azione legale». LA RICHIESTA La missiva motiva così il rifiuto di essere votati: «Non abbiamo nulla in contrario all’idea di permettere ai visitatori di votare per i premi. Ma creare i “Leoni dei visitatori” in questa fase significa eludere le dimissioni della giuria, e in diretta contraddizione con il processo che tutti abbiamo accettato quando abbiamo acconsentito a esporre le nostre opere. È qualcosa di cui non vogliamo assolutamente far parte». I 106 artisti si dicono «sconvolti» dalla mossa della Biennale di procedere comunque con le votazioni. Ecco allora la diffida, che risulta sottoscritta anche dal padiglione dell’Italia: «Pertanto, la nostra richiesta è la seguente: qualsiasi nome che compaia come firmatario di questa lettera, deve essere rimosso da qualsiasi contesto relativo ai premi “Leoni dei visitatori”, inclusi, a titolo esemplificativo, il modulo di voto e qualsiasi materiale promozionale o di comunicazione correlato. Qualora siano già stati espressi voti per un firmatario di questa lettera, tali voti devono essere invalidati. Richiediamo conferma scritta, come già fatto nelle precedenti comunicazioni, dell’avvenuta ricezione di questa lettera e della vostra immediata implementazione di tale modifica sul vostro sito web e in tutte le future comunicazioni relative ai premi». LA NOTA In serata, Ca’ Giustinian ha diffuso una nota per replicare di aver risposto ancora il 26 maggio, in questi termini: «Gentili Artisti, Curatori e Commissari, Vi ringraziamo molto per la vostra email. Abbiamo preso nota della vostra comunicazione e rispettiamo pienamente la vostra libera decisione di non essere premiati sulla base delle scelte dei visitatori. Allo stesso tempo, desideriamo garantire a tutti i visitatori la loro libertà di espressione. Pertanto, qualora uno di voi venisse selezionato dai visitatori, tali voti non saranno presi in considerazione ai fini dell’assegnazione dei premi, né saranno pubblicati. Chiarito questo aspetto, annunceremo esclusivamente i destinatari dei premi. Per quanto riguarda i Padiglioni Nazionali, dovremo ricevere conferma dai Commissari qualora non siano già inclusi tra i firmatari. Vi ringraziamo molto per la vostra partecipazione alla mostra e per il vostro importante lavoro». L’ente ha puntualizzato che «a questa email non è mai stato dato riscontro». Fortuna che voleva essere una Biennale Arte “in tonalità minori”...









