Milano – “Proviamo a spegnere la luce e vediamo cosa succede se l’intrattenimento, come immaginava l’autore, viene a noi partendo dalle tenebre”. Così Vinicio Capossela invita questa sera al Piccolo Teatro Strehler per “Sotto il bosco di latte – il cinema al buio di Dylan Thomas” che aprirà il Milano Film Fest e che racconterà anche la storia del radiodramma, liberamente ispirato a “Under Milk Wood“, in onda per i prossimi due mesi su Raiplay Sound.
Una “storia d’amore“?
“È una storia d’amore sì, nel senso che nasce da una storia di amicizia e da un testo che esprime un grande amore per la vita e per l’umanità, che è “Sotto il Bosco di Latte“ di Dylan Thomas. Era un’idea di un amico che è stato anche un dj radiofonico, Renato Striglia, che è mancato nel novembre del 2020. Per portare a compimento questo suo antico progetto, dal 29 di maggio del 2021 ho iniziato a scrivere e riscrivere, a mettere insieme le voci e tirarne fuori anche suoni, canzoni, musiche. Un lavoro durato cinque anni”.
Che ripercorrerà a Milano.
“Sì. Ci sarà la storia della realizzazione di questo racconto, una storia avventurosa e a suo modo romantica. Una sorta di “making of“. Ci sarà qualche considerazione sul racconto “Sotto il Bosco di Latte“ che nasce proprio come opera per voci. Mi sembrava interessante parlare di un lavoro nato per il medium “alternativo“ al cinema, una forma di teatro per voci destinato soltanto all’ascolto che - attraverso l’onda radiofonica - ha avuto tutta una storia, quella del radio-racconto, del radiodramma. E stiamo parlando dell’ultimo lavoro di un grande poeta, Dylan Thomas, che ha creato in un certo senso una cosmogonia: dal buio il narratore crea un villaggio, una comunità, a partire da quello che sogna. Un’opera che nasce e vive nell’ascolto”.







