Reggio Emilia, 4 giugno 2026 – “Mia figlia è letteralmente segregata in casa, non vuole mangiare e neppure uscire perché ha paura. Mentre non mi risulta che i genitori dei giovanissimi che l’hanno aggredita siano stati puniti. Non è giusto che solo la vittima debba pagare…”

È lo sfogo pubblico del padre della studentessa di 12 anni, vittima della furia del ‘branco’, in particolare della violenza manifestata da due sue coetanee, che non si sono fermate neppure davanti a una adolescente sola, impaurita, comunque capace di respingere le accuse che le venivano mosse contro, ovvero di aver “sparlato” di loro con altri ragazzi e ragazze.

"Bisogna parlare con questi ragazzi”

“Credo che le istituzioni locali, a partire dal sindaco, dovrebbero andare a scuola a parlare con le ragazze dell’aggressione. Le famiglie devono sapere, i genitori devono sapere. Perché alcuni di loro – prosegue il padre – non sanno nulla di quello che hanno combinato i figli. Anche i carabinieri, le forze dell’ordine dovrebbero andare a scuola a parlare con questi ragazzi, dovrebbero andare a casa di quei genitori che non sanno nulla o fanno finta di non sapere, camminando tranquilli, come se nulla fosse successo”.

La solidarietà degli altri genitori