Al cinema Nelle sale «Rebuilding - come l’acqua per il fuoco» di Max Walker-Silverman, con Josh O’Connor

Quale è la casa? Dove abitiamo, dove portiamo le nostre memorie e sentimenti, o dove condividiamo uno spazio d’affetto e di reciprocità con le persone che sono importanti? Dusty (Josh O’Connor) ha perso tutto, il ranch di famiglia, nel quale era cresciuto e che per lui coincideva con la sua intera esistenza è bruciato in un incendio che ha devastato miglia e miglia di quella parte del Colorado divorando insieme alla sua molte altre case e vite, tutti quelli che come lui si trovano all’improvviso senza nulla. Una roulotte, fornita dal governo, nel mezzo di un paesaggio dove l’orizzonte sembra non avere fine, qualche modulo da compilare, le sue mucche vendute all’asta – nella scena iniziale che ce lo mostra quasi assente da ciò che accade, come se non lo riguardasse. E in fondo è un po’ così, perché quella realtà nella testa di Dusty non esiste, vorrebbe ricostruire, fuggire altrove continuare a essere un cow boy: «non sono io questo» ripete, «non sono come loro»indicando gli altri sfollati dice alla vicina (Kali Reis) che abita nel camper accanto e che a differenza dell’uomo di quella loro realtà è consapevole e lotta per reinventare qualcosa che sia un nuovo presente, e un possibile futuro.