Il regista Max Walker-Silverman dirige un originale country-film dedicato alla pazienza, alla resilienza, al ricostruire la propria vita dopo una “disgrazia”: “Rebuilding” (“Ricostruzione”, 2026). Con a protagonista un “filosofico” Josh O’Connor, accanto alla brava undicenne Lily La Torre. La recensione di Eusebio Ciccotti
Siamo in Colorado. In una realtà geografica composta di distese praterie, ogni tanto interrotta da piccoli centri urbani. La natura a tratti è arida e talvolta scoppiano incendi (non sappiamo se per causa naturale o dolosi). Ne fanno le spese i rari boschi, piccoli polmoni, tra le praterie. È il tema portante di Rebuilding (Ricostruzione, 2026) sceneggiato e diretto a Max Walter-Silverman, film evento del Sundance Film Fest 2025.
Dusty (Josh O’Connor, una recitazione in sottrazione, come se ne vendono poche), allevatore, o meglio cowboy, è un giovane marito e padre, divorziato, con una bambina, Callie Rose (splendidamente in parte la undicenne australiana Lily La Torre, amata dal pubblico di Netflix, per la parte di Mia in Run Rabbit Run) che, come tutti i padri, una volta a settimana la va a prendere dalla ex moglie. Dusty, ha un carattere taciturno, introverso, eppure sensibile al mondo dei sentimenti, attento, come un sismografo, alle pulsazioni della natura in cui è immerso.









