Confindustria la mette giù dura: in Piemonte ci sono 800 impianti fotovoltaici fermi al palo, 4mila in tutt’Italia. Sono tutte richieste di permesso che non sono state evase e, per giunta, il 33 per cento degli impianti realizzati non è ancora stato allacciato alla rete elettrica nazionale: molti di questi si trovano proprio nel Torinese. Significa non avere potenza installata aggiuntiva proprio ora all’inizio dell’estate e significa che la regione è in ritardo sugli obiettivi in tema di produzione di energia elettrica dalle rinnovabili. Di chi è la colpa? Certamente non manca l’opposizione da parte di comitati civici che intervengono sulla base delle loro ragioni. E il Piemonte è terra in cui, almeno in due casi, lo scontro si è fatto al calor bianco.

Il report di Legambiente e i ritardi nelle rinnovabili

Se si leggono i dati del report Legambiente «Scacco matto alle rinnovabili» edizione 2026, pubblicato la scorsa primavera, non mancano infatti le sorprese. Un esempio? Ad Altavilla Monferrato, nell’Alessandrino (fonte: Ansa), un impianto agrivoltaico da 990 kW quasi completato e distribuito su 22.500 mq di terreni agricoli, è finito al centro di un contenzioso che coinvolge il comune di Altavilla, il vicino comune di Viarigi, un comitato tutela e un agricoltore confinante. L’accusa dei ricorrenti, che si sono anche rivolti al Tar? Gravi criticità sotto il profilo paesaggistico, urbanistico e procedurale anche perché siamo nella buffer zone del sito patrimonio mondiale Unesco «I paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato».