Gli animali possono essere ”infettati” da microrganisni patogeni che provocano malattie di diversa gravità. Queste malattie, oltre che provocare sofferenza ai soggetti colpiti, possono diffondersi ad altri animali e, in alcuni casi, interessare l’uomo.

La prevenzione e la storia dei vaccini

La prevenzione delle malattie infettive si basa sulla malattie infettive si basa sul rispetto delle norme igieniche negli allevamenti (pulizia, disinfezione dei locali, cura dell’igiene personale degli addetti, ecc.), ma anche al ricorso a «vaccini». La loro scoperta di deve a Jenner e Pasteur. Jenner osservò che i mungitori di vacche infette da vaiolo erano immuni dalla malattia; allora fece un esperimento molto ardito inoculandosi il contenuto delle pustole vaiolose delle vacche e scoprì di averne acquisito l’’immunità. Pasteur perfezionò le ricerche e dimostrò che lo stesso risultato si otteneva inoculando dei microrganismi patogeni “inattivati”. In pratica, si scoprì che venendo a contatto con un microrganismo patogeno anche “inattivato” si producono «anticorpi» che proteggono l’animale o l’uomo da specifiche malattie infettive.

I vantaggi della ricerca scientifica

Da allora, grazie alla ricerca scientifica, è stato possibile sviluppare molti vaccini anche per gli animali. I vantaggi sono stati enormi perché è stato possibile migliorare il benessere degli animali, eliminare delle terribili malattie infettive trasmissibili dagli animali all’uomo (come ad esempio la rabbia) e anche garantire la sicurezza di carne, latte e uova.