«Antonio lo ha incontrato e gli ha detto: “guagliù hai votato?”. E lui gli ha risposto di no. E così ha preso venti euro e gliele ha date: “tiè, mo’ và a votà”. Amò è successo davanti a me. Gli ho ricordato che doveva scrivere De Caro e Lu, aspè... come si chiama... Luisa quella che sta pure sui manifesti». È uno dei messaggi contenuti su una pen drive consegnata nei giorni scorsi in procura a Torre Annunziata con una lettera di accompagnamento dove, però, risultano firme diverse. Chi scrive si definisce «un elettore» di Pompei e si qualifica come «Salvatore Alfano», chi firma la lettera è invece «Ciro Amato». Al di là dello pseudo anonimato, comunque, le tre pagine dattiloscritte sono ben articolate. Vengono indicati nomi, cognomi, retroscena sul passato di diversi candidati, anzi di consiglieri neoeletti.

Una denuncia che sarà ora allegata al fascicolo già aperto dalla procura guidata da Nunzio Fragliasso sulle elezioni amministrative a Pompei. Un fascicolo dove al momento ci sono agli atti tre fotografie scattate all’interno di un seggio in tre momenti diversi al primo turno elettorale. E anche due cellulari che sono stati sottoposti a sequestro. Su uno dei due sarebbero stati ritrovati dei tariffari per il voto, dai 20 fino ai 50 euro. Spieghiamo meglio. Le ultime due foto sequestrate avrebbero fotografato la preferenza espressa a favore di Luisa De Angelis neoeletta consigliera comunale nella coalizione guidata da Giuseppe Tortora, ora al ballottaggio insieme a Salvatore Alfano. La De Angelis, che non è indagata e potrebbe anche non essere a conoscenza delle modalità con le quali è stata svolta la campagna elettorale per lei (sarà difatti la procura ad accertarlo), è stata la prima degli eletti (456 voti) nella civica che fa riferimento a Tortora.La ricostruzione Facciamo un passo indietro e torniamo al giorno delle elezioni. A domenica esattamente. Durante un servizio di controllo ai seggi la polizia acciuffa una persona all’uscita dalla cabina che ha scattato una foto alla propria scheda elettorale a testimonianza del voto espresso. L’uomo viene controllato, la foto trovata sul cellulare a sua volta fotografata anche dagli agenti come prova e l’uomo denunciato per violazione del decreto 49/2008 che vieta di fotografare all'interno delle cabine elettorali per tutelare la segretezza del voto. Fin qui potrebbe rientrare tutto in una normale violazione, magari un gesto ingenuo anche solo per testimoniare ad un amico il proprio interessamento. Napoli, disposti accertamenti sul vasetto di «miele da sballo»: il 17enne è in RianimazioneMa non resta un caso isolato. Poco dopo i poliziotti acciuffano altre due persone che hanno commesso lo stesso illecito. La particolarità, però, è che questi ultimi due hanno votato entrambi lo stesso candidato. Oltre alla denuncia per loro scatta anche il sequestro dei cellulari che sono ora all’esame dei periti per valutare eventuali telefonate o messaggi ricevuti che vanno oltre il normale contesto della campagna elettorale. Si tratta difatti di una coincidenza sulla quale la procura vuole vederci chiaro per capire se si tratti solo di un comportamento maldestro oppure di corruzione elettorale. In questo quadro investigativo nei giorni scorsi si sono innescati i messaggi vocali fatti recapitare in procura. Ma anche questi ora dovranno essere attentamente analizzati sia per verificare la veridicità delle situazioni di cui si parla sia per valutarne l’autenticità. I messaggi Il vocale in cui si parla dei venti euro e si fa il nome di «Lu» (Luisa De Angelis, ndr) è di una donna. Lei parla di tale «Antonio» e fa anche un altro nome, forse della persona che ha ricevuto i 20 euro e che poi - racconta sempre la voce femminile - «è andato dentro le palazzine ed è tornato tutto contento». Ma non è l’unico messaggio ambiguo. C’è anche un’altra donna che parla, verosimilmente delle tessere elettorali da ritirare al Comune e di una successiva chiamata da fare con il destinatario del vocale per accordarsi sul resto. C’è poi una voce maschile che ricorda a tutti che, «se mi date i documenti avanti e indietro (presumibilmente parla di una fotocopia, ndr) me la vedo io anche per ritirare le tessere». Insomma, la sensazione è che si sia offerto il pacchetto completo, una sorta di «set elettorale» (tessera, indicazioni e soldi) per indurre le persone contattate ad un voto più agevole.