«Il maggiore recupero di efficienza della Pubblica amministrazione italiana si è registrato al Sud. E sempre il Mezzogiorno si è avvicinato di più, per dotazione di nuovi asili nido, alla media nazionale. Quanto poi agli investimenti infrastrutturali nella mobilità ferroviaria ad Alta velocità, l’impatto sul Sud si annuncia significativo: ricordo che è anche grazie all’Alta velocità Roma-Napoli che il capoluogo regionale e la Campania hanno potuto ricevere un ritorno non solo turistico di così ampia portata». Parla di Pnrr alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato il ministro Tommnaso Foti, poche ore dopo avere presieduto la Cabina di regia che ha approvato la nuova e ultima proposta di revisione del Piano da trasmettere a Bruxelles.

Sud, tengono Pil ed export: ma i privati investono pocoVale 2,1 miliardi e 90 modifiche di obiettivi ma anche questa, come quasi tutte le precedenti, ha un valore più tecnico che politico: la proposta, si legge in una nota, è infatti «finalizzata a garantire il pieno conseguimento degli obiettivi concordati con la Commissione europea entro le scadenze previste», evitando appesantimenti e flop ormai certi per alcune misure (colonnine auto in testa). La quota maggiore di risorse “trasferite”, pari a circa un miliardo, andrà a irrobustire la dotazione dei progetti di housing sociale che sono uno dei pilastri del recente Piano casa del Governo. Altre risorse saranno utilizzate per Industria 5.0, per l’acquisto di nuovi treni elettrici, per interventi sull’energia in favore della Pubblica amministrazione. Il tutto nella consapevolezza, ricorda Foti, che la chiusura dei cantieri resta fissata per il 31 agosto e che la rendicontazione della spesa non dovrà avvenire oltre il 31 dicembre dell’anno in corso, anche se la Commissione Ue ha ribadito che l’esame dei prospetti di spesa sarà completato nel 2028. I TEMPI «Più che il dopo-Pnrr mi interessa in questa fase che il Pnrr si chiuda bene nei tempi previsti» spiega Foti che annuncia da oggi il pagamento della nona rata da parte d Bruxelles. Prima della pausa estiva, inoltre, sarà trasmessa al Parlamento la relazione semestrale 2026 sull’andamento del Piano che conterrà molti degli aggiornamenti più attesi (peraltro, lo stesso Forti ha ammesso che la Piattaforma Regis continua a non essere semplice da consultare). Il ministro ribadisce numeri, credibilità e continuità dei progetti e delle riforme realizzati, dal recupero del 40% della dispersione idrica agli interventi per gli Its e i piani di occupabilità Gol, dalla digitalizzazione della Pa alla semplificazione per accedere alle fonti rinnovabili di energia.Ma forse la vera novità del confronto parlamentare è stato il clima meno acceso e polemico in cui si è svolto. Non a caso l’ex ministro Patuanelli ha parlato di uno sforzo progettuale e realizzativo che accomuna tre governi (Conte, Draghi e Meloni), recuperando un filo di continuità che lo scontro politico ha più volte di fatto negato. Naturalmente i rilievi critici delle opposizioni non sono mancati com’è giusto che fosse (a partire dalla perdurante difficoltà di intercettare i dati sull’effettiva qualità della spesa). E lo stesso Foti ha ricordato che dietro i numeri della Case e degli ospedali di comunità bisognerà leggere quali Regioni hanno fatto di più e quali sono rimaste indietro. Ecco perché anche l’ultima rata da 24,8 miliardi, che l’Italia si appesta a chiedere, non sarà solo una corsa contro il tempo.