In Francia, la prossima festa nazionale del 14 luglio sarà diversa dal solito per almeno due ragioni. Ricorreranno i dieci anni dalla strage islamista di Nizza, quando un Tir lanciato sulla folla fece 86 morti, e per riguardo alle vittime i fuochi artificiali verranno spostati alla sera precedente. Poi, sarà l’ultimo 14 luglio dell’era Macron, e il presidente vuole cogliere l’occasione per organizzare una parata senza precedenti. Un po’ per fare invidia a Vladimir Putin, costretto lo scorso 9 maggio a una celebrazione ridotta sulla Piazza Rossa per timori sulla sicurezza; un po’ per impressionare di nuovo Donald Trump, che già nel 2017 fu invitato a Parigi, rimase colpito dalla scenografia e da allora tenta invano di emularla a Washington.
Ma soprattutto, Emmanuel Macron spera di dare una dimensione europea alla sfilata sugli Champs Elysées, invitando i leader della Coalizione dei volenterosi che si è formata per sostenere l'Ucraina, e che comprende anche Paesi extra-Ue come Regno Unito, Norvegia o Canada. Non sarà forse ancora «La sfilata degli Stati d’Europa» auspicata ieri sulla prima pagina del Corriere da Paolo Mieli, ma qualcosa che le assomiglia, almeno nello spirito. Macron sembra in effetti intenzionato a festeggiare l’esercito europeo prima ancora che venga al mondo. Molto dipenderà dalla risposta dei partner, con quell’eterna diffidenza che i segni della grandeur francese suscitano nei vicini, in Italia per esempio.







