Gli animali, ingaggiati per la parata del 2 giugno, scapparono per le vie di Roma seminando il panico e causando danni alle auto. Arrivano le prime richieste di risarcimento
C’è un primo indagato nell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma sulla fuga di una trentina di cavalli avvenuta al termine delle prove della parata del 2 Giugno lungo via Cristoforo Colombo. Si tratta di un agente della Polizia Locale di Roma Capitale, accusato di aver acceso alcuni fuochi d’artificio che avrebbero provocato il panico tra gli animali, poi lanciatisi in una corsa incontrollata tra le auto in transito.
I magistrati di piazzale Clodio, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, contestano al vigile i reati di lesioni colpose e accensioni ed esplosioni pericolose aggravate. Nella notte tra venerdì e sabato una serie di botti avrebbe spaventato i cavalli impiegati nelle prove della sfilata militare. Nel caos che ne è seguito sono rimaste ferite quattro persone: tre militari dei Lancieri di Montebello e una poliziotta di 29 anni.
Il caso
Le indagini, affidate ai carabinieri della Compagnia Roma Centro e alla stessa Polizia Locale, hanno già portato alla trasmissione di una prima informativa in Procura. Sul fronte disciplinare, il Comando della Polizia Locale ha adottato i primi provvedimenti cautelari, escludendo i quattro agenti coinvolti dai servizi operativi sul territorio e dalla partecipazione alla parata del 2 Giugno. Il comandante della Polizia Locale, Mario De Sclavis, ha spiegato che l’accensione di fuochi d’artificio durante le prove sarebbe una pratica ripetuta negli anni, come dimostrerebbero alcuni video risalenti al 2021 e al 2022. Pur parlando di una consuetudine, De Sclavis ha definito il comportamento degli agenti «sciocco» e frutto di «ingenuità».










