Sì agli investimenti per le rinnovabili e per l'elettrico, no ai sussidi a pioggia per il taglio delle accise. La flessibilità concessa da Bruxelles per il caro-energia in risposta alle richieste dell'Italia coprirà soltanto le spese che favoriscono gli investimenti ma non di certo quelle non mirate o destinate ad aumentare il consumo e la dipendenza di combustibili fossili.

I TEMPI. Nelle indicazioni presentate dal commissario Ue all'Economia, Valdis Dombrovskis, gli Stati membri possono richiedere l'estensione dell'ambito di applicazione della clausola di salvaguardia nazionale, derogando dai vincoli del Patto di Stabilità, dalla difesa all'energia, per lo 0,3% all'anno per un periodo dal 2026 al 2028, con un limite cumulativo dello 0,6% nel triennio. A conti fatti, l'Italia potrebbe scorporare spese per circa 13,6 miliardi.

LE MISURE PER LA TRANSIZIONE VERDE. La Commissione europea fisserà però paletti per i tipi di spesa che si possono scorporare dal computo del deficit. Sono coperte tutte le misure, intraprese a partire da febbraio 2026, che aiutano a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Tra gli investimenti contemplati: i progetti su larga scala nelle reti energetiche, nello sviluppo delle energie rinnovabili, miglioramenti dell'efficienza energetica, installazioni solari, batterie per l'accumulo di energia.