Se per anni, parlare di stipendio nelle aziende, durante i colloqui e perfino tra colleghi, è stato un tabù, dal 7 giugno, finalmente, non sarà più così. O meglio non potrà più essere così: entra in vigore, infatti, il decreto che introduce nuove regole sulla trasparenza salariale, con l’obiettivo di rendere più equi e chiari i criteri di retribuzione. La legge, appena pubblicata in Gazzetta Ufficiale, punta soprattutto a contrastare il gender pay gap, quelle differenze di stipendio che ancora oggi penalizzano le lavoratrici anche quando svolgono le stesse mansioni e hanno competenze analoghe a quelle dei colleghi uomini.
Trasparenza salariale, finalmente
Nonostante la buona notizia, prima di rallegrarsi bisognerà aspettare ancora: la transizione verso questo nuovo modello, infatti, non si preannuncia immediata, poiché molte imprese sono in forte ritardo. A scattare una fotografia nitida di questa situazione è stata un’ampia indagine approfondita condotta dall’Osservatorio di Talents Venture, una società specializzata nello studio delle dinamiche occupazionali, che ha esaminato quasi 50.000 annunci di lavoro pubblicati su LinkedIn nel corso del 2025, monitorando il comportamento di oltre 250 grandi aziende nazionali.












