Messicana, laica, conservatrice. Maria Montserrat Alvarado: "Umiltà e gratitudine"

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Non ha ancora compiuto 40 anni, arriva da Città del Messico, ma dal 2008 è naturalizzata statunitense. Maria Montserrat Alvarado, conosciuta come «Montse», sarà la prima donna laica della storia che guiderà un dicastero vaticano, una scelta che conferma la volontà di papa Leone nel voler dare ancora più spazio alle donne in ruoli di alta responsabilità all'interno della Curia Romana. Prevost ha deciso di nominare la manager messicana al vertice della comunicazione vaticana, al posto di Paolo Ruffini, giornalista che ha guidato il dicastero per otto anni, dal 2018.Il compito di «Montse» non sarà semplice: tra le varie urgenze dovrà certamente rimettere mano alle finanze della struttura comunicativa vaticana, tagliando diverse voci di spesa che ormai da tempo pesano sui bilanci della Santa Sede. Alvarado arriva dall'esperienza di presidente e direttore operativo, a partire dal 2023, di Eternal World Television Network (EWTN), il più grande network cattolico americano, molto vicino al mondo conservatore, che produce contenuti in sette lingue attraverso tv, stampa, radio, web e social media. Forte di questa esperienza, che ha convinto il Papa a sceglierla dietro consiglio di alcuni cardinali, non sarà difficile per lei confrontarsi con la realtà dei media vaticani (dall'Osservatore Romano alla Radio Vaticana) che, dopo la riforma voluta da papa Francesco, sono stati accorpati sotto un unico dicastero. Non avendo una formazione nel campo della comunicazione e del giornalismo, Alvarado sarà certamente impegnata più sulla parte manageriale della struttura vaticana: prima di approdare a EWTN, la donna, una laurea in scienze politiche e un master in management politico, ha lavorato per 14 anni, ricoprendo anche il ruolo di direttore esecutivo, al Becket Fund for Religious Liberty, un istituto legale ed educativo senza scopo di lucro, la cui missione è proteggere la libera espressione di tutte le fedi. «Montse», che è stata anche consulente laica della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d'America sui temi della libertà religiosa, è anche membro del cda del Given Institute, un'organizzazione no-profit cattolica americana che punta a valorizzare i talenti delle giovani donne nella Chiesa e nel mondo.