Nata a Città del Messico, cresciuta tra Miami e Montreal, avvocata dei dimenticati davanti alla Corte Suprema americana: il suo arrivo cambia molte cose
Per la prima volta nella storia plurisecolare della Santa Sede a guidare l’intera macchina comunicativa del Vaticano sarà una donna. Laica. Di origini messicane. Che parla fluentemente spagnolo, inglese e italiano, che canta jazz nei momenti liberi e che ha imparato a difendere la libertà di coscienza nei corridoi della giustizia americana. Si chiama Maria Montserrat Alvarado, ma tutti la conoscono come Montse. Papa Leone XIV l’ha nominata prefetta del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, un universo mediatico enorme, che da novembre sarà sotto la sua responsabilità.
Maria Montserrat Alvarado, la donna che cambia la voce del Vaticano
Montse Alvarado è arrivata negli Stati Uniti da bambina, al seguito del padre diplomatico, allora console del Messico a Miami. Crescere tra due culture, due lingue, due modi di intendere il mondo, ha probabilmente plasmato in lei quella capacità di muoversi con disinvoltura tra ambienti diversi che oggi la distingue. Ha vissuto anche a Montreal, ha studiato nelle università americane, si è costruita una carriera nel diritto e nell’attivismo prima ancora che nel giornalismo.










