Una frenata a doppia cifra per i prestiti della casa dopo il boom dell’anno scorso. È l’effetto delle preoccupazioni per la crisi geopolitica che potrebbe avere impatti anche sui tassi della Banca centrale europea. I numeri di Crif e MutuiSupermarket.it dicono che nel primo trimestre 2026 la domanda di nuovi mutui e surroghe è diminuita del 12,4% e questo potrebbe riflettersi sulle erogazioni dopo un 2025 che, secondo le rilevazioni di Banca d’Italia, aveva visto una crescita del 24,4% rispetto al 2024 per attestarsi a 55,6 miliardi di euro. Del resto, come spesso avviene nelle fasi caratterizzate da elevata incertezza e instabilità, le famiglie tendono ad adottare un atteggiamento prudente rispetto a impegni di spesa che incidono in modo significativo sul budget familiare. Al riguardo, già nell’ultimo trimestre del 2025 la crescita delle compravendite residenziali aveva registrato un significativo rallentamento, segnando un +0,5%. Le famiglie continuano a ricorrere al mutuo La nuova edizione aggiornata al primo trimestre 2026 della Bussola Mutui, il bollettino trimestrale firmato Crif e MutuiSupermarket.it, rileva che in questo contesto di mercato, le famiglie continuano a ricorrere alla sottoscrizione di un nuovo mutuo, tanto che la percentuale di compravendite residenziali assistite da un finanziamento rimane elevata, al 44,9% del totale. Al contempo, sul canale online nel primo trimestre dell’anno sale al 74% la quota dei mutui con finalità acquisto prima e seconda casa, in continua crescita rispetto ai trimestri precedenti. Si registra, invece, una frenata delle surroghe, il cui peso nel primo trimestre del 2026 si contrae al 20% del totale delle richieste raccolte online, contro il 38% del primo trimestre 2025, a causa della progressiva riduzione della platea di mutuatari per i quali risulta conveniente la “rottamazione” del finanziamento in corso. L’aumento del tasso fisso Secondo l’analisi, mentre i tassi fissi applicati ai mutui continuano a crescere, il mercato dei mutui a tasso variabile sta vivendo un momento di rinnovata attrattività grazie alla discesa dell’Euribor e alla contrazione degli spread. Tuttavia, le aspettative di mercato suggeriscono che il tasso variabile potrebbe offrire rate più contenute solo per i prossimi 12 mesi rispetto al tasso fisso.
Mutui, richieste in frenata del 12%. Pesano incertezza sull’inflazione e costi energetici
Rimane alta la quota di compravendite di immobili, mentre rallentano le richieste di surroga. Gli ultimi dati di Crif e MutuiSupermarket.it








