CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - Cortina irraggiungibile in carrozzina. La "denuncia" arriva dalla giornalista e attivista Valentina Tomirotti. «Nessuno dichiara sa dirmi come arrivare da Venezia a Cortina con la mia carrozzina elettronica». A pochi mesi dalle Paralimpiadi, torna il tema dell'accessibilità reale dei territori. Una settimana e mezza di telefonate, richieste di informazioni, rimbalzi tra uffici e servizi di trasporto e una domanda che, nel 2026, sembra ancora senza risposta: come raggiungere Cortina d'Ampezzo in carrozzina arrivando in treno da Venezia o Mestre? Il problema non riguarda il viaggio ferroviario, ma il collegamento successivo verso Cortina, che l'attivista per i diritti delle persone con disabilità dovrebbe raggiungere nelle prossime settimane per lavoro. «Da dieci giorni - racconta - sto cercando un trasporto accessibile che possa portarmi dalla stazione a Cortina con la mia carrozzina elettronica, che non è pieghevole. A oggi nessuno è stato in grado di garantirmi una soluzione certa».

L'eredità olimpica La situazione solleva interrogativi sullo stato effettivo dell'accessibilità di uno dei territori che negli ultimi anni è stato più frequentemente associato ai temi dell'inclusione e dell'accoglienza delle persone con disabilità. Negli anni che hanno accompagnato l'avvicinamento alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi Milano-Cortina, istituzioni e amministrazioni hanno più volte sottolineato l'importanza dell'eredità che i grandi eventi sportivi avrebbero lasciato sul territorio. Mobilità accessibile, turismo inclusivo e servizi dedicati sono stati tra gli obiettivi più citati nei programmi e nelle strategie di sviluppo. La vicenda raccontata da Valentina Tomirotti sembra però mostrare una realtà più complessa. «Non sto chiedendo un trattamento speciale. Sto cercando di fare una cosa normale: arrivare in una località turistica per lavorare - spiega -. In questi giorni ho ricevuto soltanto indicazioni incerte, disponibilità da verificare e continui rinvii. Nel frattempo il tempo passa e il viaggio si avvicina». Se una persona che utilizza una carrozzina elettronica non può avere la certezza di raggiungere il territorio attraverso una rete di trasporti accessibili, il rischio è che il concetto di inclusione rimanga confinato alla comunicazione istituzionale.Il paradosso Il paradosso evidenziato dalla giornalista è particolarmente significativo. Grazie alle soluzioni sviluppate negli ultimi anni per il turismo accessibile, Tomirotti può raggiungere luoghi di alta montagna come il Lagazuoi, oltre i 2.700 metri di quota. Tuttavia potrebbe incontrare maggiori difficoltà nel completare un semplice collegamento tra una stazione ferroviaria e il centro di Cortina. «L'ostacolo non è la montagna - osserva -. L'ostacolo è la mancanza di organizzazione e di continuità dei servizi». Il tema richiama una questione più ampia che riguarda molte destinazioni italiane: la differenza tra accessibilità dichiarata e accessibilità effettiva. Mappe inclusive, campagne promozionali e progetti dedicati possono rappresentare strumenti importanti, ma rischiano di perdere significato se non sono accompagnati da servizi concreti e facilmente utilizzabili. Per questo Tomirotti chiede una presa di posizione chiara da parte delle istituzioni coinvolte, dall'amministrazione comunale di Cortina alla Regione Veneto, affinché venga chiarito lo stato dei collegamenti accessibili e siano individuate soluzioni strutturali per garantire il diritto alla mobilità. Per la giornalista, l'eredità concreta dei Giochi passa dalla possibilità di compiere un gesto semplice: acquistare un biglietto, partire e sapere di poter raggiungere la propria destinazione senza dover trasformare ogni viaggio in una ricerca a ostacoli.