La dodicesima edizione del festival letterario Rovigoracconta che si è appena conclusa ha ospitato il raduno annuale dei gruppi di lettura del Veneto – quasi 400 – che hanno scelto, tra tutte le decine di libri presentati al festival, quello che verrà letto nel corso del prossimo autunno negli incontri locali di tutta la regione. Si tratta de Il rivoluzionario e la maestra di Gaja Cenciarelli (Marsilio, 2026), un romanzo che ha come protagonisti Adolfo Wasem e Sonia Mosquera, rivoluzionari uruguayani per dodici anni rinchiusi nei calabozos e torturati. Adolfo è stato ridotto in isolamento, costretto alla fame, a vivere nei propri escrementi, senza vedere la luce del sole, senza riuscire a riposare, senza poter stendere le gambe, lavarsi, e ripetutamente picchiato e seviziato fino ad ammalarsi a morte; Sonia è stata imprigionata insieme ad altre compagne in un’unica cella sovraffollata e veniva stuprata, nulla poteva sapere del marito e poco del figlio piccolo rimasto fuori.

I due appartenevano al cosiddetto gruppo dei Tupamaros, guerriglieri urbani di ispirazione comunista, incarcerati nel 1972 come ostaggi politici.

Cenciarelli ci racconta, nel suo affilatissimo romanzo, quei dodici anni di reclusione, alternando lo sguardo di lui a quello di lei e introducendo una terza protagonista, che vive al giorno d’oggi e subisce a sua volta una forma di sopruso: il trasloco indotto, cui non può opporsi, di fatto, per relativa povertà.