Arriva oggi al plenum del Consiglio superiore della magistratura la delibera che ridisegna i rapporti tra uffici giudiziari e stampa. Una stretta destinata a cambiare in profondità il modo in cui procure e tribunali comunicano le notizie di maggiore interesse pubblico. La pratica è inserita all’ordine del giorno della seduta del 3 giugno 2026 del Csm ed è indicata come aggiornamento delle linee guida sulla comunicazione istituzionale degli uffici giudiziari. I relatori sono la consigliera laica Claudia Eccher e il togato di UnicostMichele Forziati.

La proposta, già passata all’unanimità in Settima commissione, ha però acceso lo scontro. Perché dietro le parole d’ordine della sobrietà, della presunzione di innocenza e della tutela della reputazione, secondo il mondo dell’informazione rischia di nascondersi un nuovo giro di vite sulla cronaca giudiziaria. Tradotto: meno spiegazioni dirette, meno atti disponibili, meno possibilità per i giornalisti di verificare e raccontare con completezza ciò che accade nelle aule e nelle procure.

Dalle conferenze stampa ai comunicati: la comunicazione diventa eccezione

Il cuore della delibera è la limitazione delle conferenze stampa. Non spariscono del tutto, ma diventano l’eccezione. La regola dovrebbe essere il comunicato scritto, salvo casi in cui vi sia uno “specifico e concreto interesse pubblico”, da motivare preventivamente con un atto.