Non c’è pace al Csm sulle linee guida in materia di comunicazione degli uffici giudiziari. La questione è certamente delicata, anche perché il nuovo testo servirebbe ad aggiornare l’attuale disciplina alla luce delle nuove leggi in materia di presunzione di innocenza (dlgs 188/21) e sulla pubblicabilità delle ordinanze di misure cautelari (dlgs 198/24). Tuttavia - dopo polemiche soprattutto giornalistiche delle scorse settimane - da che il plenum era pronto ad approvare il testo, si è scelto di frenare.

Oggi, 3 giugno, si è infatti arrivati al secondo rinvio cosiddetto “di cortesia” dopo quello di due settimane fa, in questo caso per assenza per ragioni di trasferta istituzionale della togata Mimma Miele. Provvidenziale, però, perché il gruppo progressista di Area ha presentato una proposta di emendamento che sostituisce in modo integrale il testo su cui fino ad ora si era discusso. La settimana fino al prossimo plenum, già fissato il 10 giugno, dunque, servirà per cercare convergenza e approvare il testo che le toghe progressiste considerano di mediazione.

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Il testo uscito dalla commissione stabilisce il dovere per l’ufficio giudiziario che dia comunicazione di una inchiesta «di rettificare la notizia quando muti contenuto e significato». Prevede una sorta di aggiornamento costante per seguire «l’evoluzione del procedimento o del processo» ed è presente l’invito agli uffici di diffondere comunicati stampa non solo in caso di arresti o misure cautelari o indagini concluse, ma anche «dopo archiviazioni, revoche, annullamenti, proscioglimenti, assoluzioni o altri esiti di segno diverso rispetto alla fase iniziale».