Dopo un plenum fiume, il Consiglio superiore della magistratura ha approvato le nuove linee guida sulla comunicazione degli uffici giudiziari, che aggiornano quelle precedenti alle nuove previsioni legislative in materia di presunzione di innocenza.
La votazione, due volte rinviata, è stata molto complessa: inizialmente approvato all’unanimità in commissione, il testo ha poi subìto uno stop in seguito alle polemiche sui giornali che hanno sollevato il timore che potesse diventare una sorta di bavaglio. L’aspetto considerato più problematico dai critici riguardava l’obbligo per un ufficio che abbia divulgato un comunicato stampa relativo alle indagini preliminari di dare conto di decisioni di segno opposto arrivate successivamente alla prima comunicazione.
Sul punto è stato presentato un emendamento – poi bocciato 10 a 20, con 2 astenuti – da parte dei togati di Area, che prevedeva «l’eliminazione di un dovere generalizzato di rettifica (termine che implica in sé l'erroneità della notizia data) e valorizzazione del rapporto con gli organi di informazione, i quali restano gli unici titolari della valutazione dell'interesse alla pubblicità delle notizie, fermo il diritto-dovere dell'ufficio giudiziario di darvi diffusione nel caso di ritenuto interesse per la collettività». Marcello Basilico ha spiegato il senso dell’emendamento: «Non dobbiamo indurre a comunicare di meno e avere solo l'ossessione della reputazione. Dobbiamo indurre i colleghi a comunicare di più e meglio».








