Semplici migranti scambiati, dopo nella Locride, per scafisti, arrestati e in seguito pesantemente condannati nei rispettivi processi di primo grado a Locri. Ma poi, nei processi d’appello a Reggio Calabria assolti, scarcerati e “indennizzati” per l’ingiusta e prolungata detenzione con risarcimenti milionari pagati dallo Stato italiano. E, purtroppo, non è la prima volta che accade.

L’ultima vicenda in ordine di tempo ruota attorno alla figura di due giovani profughi sbarcati al Porto di Roccella Jonica nel 2023: uno alla fine di marzo e l’altro a metà di giugno. Si tratta di due giovani egiziani, Abdullah Gemiaa, di 23 anni, e Ahmed Albalhawan, di 21 anni.

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