Henry Nowak implorò più volte agli agenti di polizia, "Non riesco a respirare" disse mentre giaceva ammanettato dopo essere stato accoltellato. Il video delle telecamere indossate da uno degli agenti intervenuti il 3 dicembre 2025 a Southampton, mostra una scena che ricorda George Floyd, era il 25 maggio 2020 a Minneapolis. Il 18enne inglese, studente universitario al primo anno, era stato ammanettato dopo che Vickrum Digwa, 23 anni, cittadino britannico di radici indiane e fede religiosa sikh, lo aveva accusato davanti agli agenti di averlo attaccato con un movente razzista. In realtà ad aver sferrato l'attacco era stato lo stesso Digwa che aveva inferto colpi con un'arma da taglio da 21 cm alle gambe e al cuore di Nowak.

La condanna all'ergastolo inflitta lunedì all'assassino non placa lo sdegno della famiglia Nowak. Mentre nel Regno Unito continuano a montare le proteste alimentate sin dall'inizio della vicenda da esponenti e gruppi del nazionalismo radicale contro le forze dell'ordine. E contro le colpe addossate al "progressismo politically correct". Con lo slogan rovesciato, "White Lives Matter" la destra populista, Nigel Farage in testa, accusa le autorità di un approccio sbilanciato e parlano di una giustizia "a targhe alterne", usando la vicenda per criticare le politiche governative di diversità, eguaglianza e inclusione.