Londra, 2 giugno 2026 – “Non respiro, non respiro. Sono stato accoltellato”. Gli ultimi, flebili lamenti. L’uomo in uniforme: "Non credo proprio, amico”. Il video è del 3 dicembre 2025. Un ragazzino britannico è immobilizzato, sofferente, sfinito. Ammanettato a terra dalla polizia – tragico errore – dopo essere stato accoltellato da un 23enne sikh fanatico delle armi, Vikcrum Digwa. L’assassino ha appena raccontato agli agenti di essere stato vittima di un’aggressione razzista: mentiva. Il ragazzino schiacciato al suolo si chiamava Henry Nowak, aveva 18 anni: ha esaltato l’ultimo respiro durante il controllo, morto tra chi lo doveva salvare e proteggere. È il rovesciamento del caso di George Floyd: non l’americana Minneapolis ma Southampton, Gran Bretagna; la vittima non afroamericana ma di pelle bianca. La destra inglese, a partire dal movimento Turning Point UK, ha già coniato lo slogan: non “Black” ma "White Lives Matter". Propaganda politica a parte, le ragioni per sollevare pesantissimi interrogativi sulla sconcertante fine di Henry Nowak ci sono tutte.

Il 23enne Vickrum Digwa arrestato per l'omicidio del 18enne Henry Nowak

L’omicidio di Henry Nowak, studente universitario scambiato per aggressore: il suo assassino condannato all’ergastolo