Per molti utenti l'integrazione dell'intelligenza artificiale in Google rappresenta la fine del web e scelgono un servizio che offre una modalità di ricerca «No AI». Per DDG il traffico cresce del 30%

La scelta di Google di integrare l'intelligenza artificiale nella barra di ricerca non piace a tutti e una porzione crescente di utenti, in particolare negli Stati Uniti, sta ora migrando a DuckDuckGo per sfruttare quello che promette: ricerche senza AI.

Dall'annuncio di Google di voler rivoluzionare la ricerca rendendola una conversazione con l'intelligenza artificiale, il traffico sul motore di ricerca «NO AI», che per icona ha una papera, è infatti più che triplicato e punta addirittura a competere con Google.

Alla conferenza annuale degli sviluppatori, Google I/O 2O26, il gigante californiano ha annunciato che i tradizionali link blu lasceranno il posto a un agente AI che risponde alle domande, anticipa le intenzioni dell'utente e completa le ricerche in autonomia. Una scelta che ha fatto storcere il naso a utenti e creator di contenuti web. Il tanto atteso futuro dello “zero click”, ovvero risposte immediate e automatiche senza dover consultare siti e link, non sta piacendo come previsto. In risposta, molti utenti stanno migrando verso DuckDuckGo. I dati parlano chiaro: le installazioni dell’app negli Stati Uniti sono cresciute in media del 18,1% settimana su settimana nel periodo tra il 20 e il 25 maggio, con un picco del 30,5% il 25 maggio. Su iOS la crescita è ancora più marcata, con una media del 33% e un picco del 69,9%. Le visite alla pagina noai.duckduckgo.com – che disattiva di default tutte le funzioni AI – hanno registrato una crescita media del 22,7% settimana su settimana.