UniCredit si rafforza progressivamente in Commerzbank consolidando la propria posizione nella partita che potrebbe diventare il principale banco di prova del consolidamento bancario europeo. L'istituto guidato da Andrea Orcel ha infatti comunicato che le adesioni raccolte finora nell'offerta pubblica di scambio partita il 5 maggio hanno consentito di superare la soglia del 30% del capitale della seconda banca tedesca, traguardo indicato fin dall'avvio dell'operazione come livello minimo per garantire certezza sulla partecipazione detenuta e preservare la flessibilità necessaria per eventuali ulteriori acquisti sul mercato.E complessivamente l'esposizione potenziale si attesta al 50% circa tra azioni e strumenti derivati. Nella serata di ieri, però in una slide, Commerz ha rivelato che Gae Aulenti detiene attualmente circa il 28% (27% diretto più 1% già conferito all'offerta): la quota del 42% spesso citata comprende anche derivati che rappresentano esposizione economica, ma non necessariamente proprietà effettiva o diritti di voto.
Secondo la banca tedesca, per trasformare integralmente questa esposizione in azioni reali, UniCredit o le sue controparti potrebbero dover acquistare ulteriori azioni sul mercato, con disponibilità limitata e possibili effetti rialzisti sul prezzo del titolo.Quota differenziata Alla luce degli ultimi aggiornamenti forniti da Unicredit, la posizione aggregata di Gae Aulenti a Francoforte, calcolata secondo la normativa tedesca sui diritti di voto e sugli strumenti finanziari collegati, ammonta a circa il 43,2%. La quota è composta da una partecipazione diretta pari al 26,8%, da un 3,2% detenuto attraverso strumenti finanziari con regolamento fisico e dal 13,2% rappresentato da derivati regolati esclusivamente per cassa.Le adesioni all'offerta hanno raggiunto circa il 7,6% di Commerzbank. Sommate alla partecipazione diretta e agli strumenti con regolamento fisico, portano l'esposizione complessiva di UniCredit rispettivamente al 34,4% e al 37,6%, ben oltre la soglia del 30% più un'azione individuata dal gruppo come parametro chiave per il successo dell'operazione. Sono questi, precisa uno statement della banca, gli unici indicatori rilevanti ai fini della valutazione dell'esito dell'offerta.Il gruppo interpreta il livello delle adesioni raccolte finora come un segnale della valutazione positiva che il mercato attribuisce all'offerta e al progetto industriale sottostante. Un elemento che rafforza la convinzione del management circa il potenziale di creazione di valore derivante da una possibile integrazione tra i due istituti, in un contesto nel quale il tema delle aggregazioni transfrontaliere è tornato al centro del dibattito europeo.Proprio sul consolidamento del settore si è soffermato venerdì scorso il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, che nelle Considerazioni finali ha osservato come «l'elevata dotazione patrimoniale del sistema apre spazio a nuove aggregazioni, nazionali e transfrontaliere. Entrambe possono contribuire a rafforzare il mercato bancario europeo».Inevitabile ritocco cash Un'indicazione che molti operatori leggono come un riconoscimento della maturità raggiunta dal sistema bancario continentale e della necessità di favorire la nascita di gruppi con dimensioni e capacità competitive adeguate alle sfide globali.Con ancora 13 giorni a disposizione, considerando sia la scadenza naturale dell'offerta salvo un eventuale periodo supplementare, gli azionisti di Commerzbank hanno tempo per valutare la convenienza dello scambio proposto da UniCredit e il potenziale upside che potrebbe derivare dall'integrazione tra i due gruppi. Per Orcel, intanto, il superamento della soglia del 30% rappresenta un passaggio decisivo in un'operazione destinata a incidere non solo sugli equilibri tra Milano e Francoforte, ma più in generale sul futuro assetto del credito europeo.Ora dall'alto del 43% potenziale, Orcel potrà sedersi al tavolo negoziale con la ceo tedesca Bettina Orlopp che, negli ultimi tempi, pur rifiutando l'Ops, ha auspicato un adeguamento di prezzo (con componente cash) e una sintonia sul piano industriale. L'aggiunta in contante dovrà essere di circa il 15-20% dell'Offerta e avvicinare il valore delle azioni Commerz almeno a 38 euro (ieri 37,19 euro), rispetto ai 30 euro dell'Ops di partenza.















