Una sponda del Lambretto in apparente stato di degrado, il timore per la stabilità dell’argine e una controversia aperta sulle competenze manutentive. È la vicenda sollevata da Santino Massaro, architetto residente in via Lecco 1, che per conto del condominio – lo stabile ospita anche gli uffici di Intesa Sanpaolo al piano terra – denuncia da tempo le condizioni di un tratto del canale artificiale che attraversa il centro. Il Lambretto, derivazione del fiume Lambro realizzata nel XIV secolo per volontà dei Visconti come fossato difensivo delle mura di Monza, scorre dal Parco fino alla zona della stazione. Proprio la manutenzione delle sue sponde è al centro delle contestazioni avanzate dal residente. Massaro riferisce di aver segnalato al Comune, fin dal settembre 2023, la situazione dell’argine adiacente al condominio. Nei mesi scorsi l’amministrazione è intervenuta con operazioni di potatura e contenimento della vegetazione nel tratto compreso tra il ponte di via Lecco e quello di via Villa Luigi. Interventi che, secondo il residente, non affrontano però le criticità strutturali. "Si tratta di opere parziali", sostiene Massaro. A suo giudizio, il mancato svuotamento del reticolo idrico ha impedito la rimozione delle radici presenti nell’alveo e sugli argini, oltre ai detriti accumulati nel tempo. "La pianta cresciuta sull’isola di materiale depositato è ancora presente e continua a ostacolare il deflusso dell’acqua", osserva. Per il residente il problema non riguarda solo il tratto confinante con la proprietà privata. "La questione è il piano di manutenzione complessivo del Lambretto. Ci sono alberi che crescono dentro il fiume e bisogna garantire la difesa della sponda", afferma. Il Comune, invece, ritiene che il caso specifico coinvolga i proprietari frontisti. L’amministrazione richiama la deliberazione regionale del 15 dicembre 2021 sul riordino dei reticoli idrici e soprattutto l’articolo 12 del Regio decreto 25 luglio 1904 numero 523, secondo cui sono a carico dei proprietari le opere di difesa dei propri beni contro i corsi d’acqua. Secondo il Comune, il muro di sponda adiacente al condominio sarebbe stato realizzato proprio a tutela della proprietà privata. Una lettura contestata dai legali di Massaro. "L’articolo 12 del Regio decreto 523 del 1904 non introduce un obbligo generale dei frontisti di manutenzione dell’alveo e delle sponde pubbliche, ma riguarda esclusivamente le opere poste a difesa dei propri beni", sostengono gli avvocati. Richiamando la giurisprudenza in materia, evidenziano inoltre come spetti all’autorità amministrativa il mantenimento delle condizioni di regolarità degli argini. A sostegno della propria posizione, il residente richiama anche la variante al Pgt del 2017, che individua quel tratto del Lambretto come corso d’acqua "di competenza comunale".
Argini fragili nel cuore di Monza: "Sponde del Lambretto a rischio"
Un residente di via Lecco denuncia le cattive condizioni di un tratto del canale adiacente al suo condominio. L’appello: servono subito interventi strutturali. Ma secondo il Comune la manutenzione spetta al privato.









